L'ULTIMO FERRAGOSTO

una giornata popolare / a popular day

Sicilia, ITALY, 2015

Il termine Ferragosto deriva dalla locuzione latina feriae Augusti (riposo di Augusto) indicante una festività istituita dall'imperatore Augusto nel 18 a.C. L'antico Ferragosto aveva lo scopo di collegare le principali festività agostane per fornire un adeguato periodo di riposo, anche detto Augustali, necessario dopo le grandi fatiche profuse durante le settimane precedenti. La ricorrenza fu assimilata dalla Chiesa cattolica: intorno al VII secolo, si iniziò a celebrare l’Assunzione di Maria, festività che fu fissata il 15 agosto.  La tradizione popolare della gita di Ferragosto nasce invece durante il ventennio fascista. A partire dalla seconda metà degli anni venti, nel periodo ferragostano il regime organizzava, attraverso le associazioni dopolavoristiche delle varie corporazioni, centinaia di gite popolari, grazie all'istituzione dei Treni popolari di Ferragosto, con prezzi fortemente scontati. L'iniziativa offriva la possibilità anche alle classi sociali meno abbienti di visitare le città italiane o di raggiungere le località marine o montane. Nel tempo, la celebrazione di questa festività ha assunto connotazioni e usanze pagane e religiose differenti adattandosi alle mode ma mantenendo una connotazione originaria. Nelle giornate del 14 e 15 agosto, centinaia di uomini, donne, bambini, famiglie usano dirigersi verso le spiagge libere delle coste siciliane dove mettono in atto una vera e propria colonizzazione temporanea del litorale. Tende, gazebi, recinti, borse frigo, teglie di cibo di ogni genere, barbecue, gruppi elettrogeni, frigoriferi, casse musicali, stereo, lampadine, sono solo alcuni degli oggetti che si possono osservare per rendere il più possibile confortevole la permanenza sulla spiaggia. E come dimenticare l’immancabile muluni d’acqua (anguria) sotterrato sulla battigia per mantenersi fresco sotto il cocente sole africano. Queste usanze, pur trasgredendo ogni forma di regolamento e legalità, rappresentano la testimonianza di una tradizione millenaria, di una ritualità di usi e costumi che rischia di scomparire con la privatizzazione dei lidi e le misure di rigore delle amministrazioni locali.  Esse rappresentano le ultime tracce di una democrazia del divertimento, della convivialità e della giovialità che ereditiamo dai nostri avi.

The term Ferragosto derives from the Latin phrase feriae Augusti (rest of Augustus) indicating a festival established by the emperor Augustus in 18 BC. The ancient Ferragosto was intended to connect the main August holidays to provide an adequate period of rest, also called Augustali, necessary after the great efforts made during the preceding weeks. The anniversary was assimilated by the Catholic Church: around the seventh century, the Assumption of Mary began to be celebrated, a holiday that was set for 15 August. The popular tradition of the Ferragosto trip was born during the Fascist period. Starting from the second half of the 1920s, in the Ferragostan period the regime organized, through the after-work associations of the various guilds, hundreds of popular trips, thanks to the establishment of the Ferragosto Popular Trains, with heavily discounted prices. The initiative also offered the possibility to the less well-off social classes to visit Italian cities or to reach seaside or mountain resorts. Over time, the celebration of this holiday has taken on different pagan and religious connotations and customs, adapting to fashions but maintaining an original connotation. On the days of 14 and 15 August, hundreds of men, women, children, families use to go to the free beaches of the Sicilian coasts where they implement a real temporary colonization of the coast. Tents, gazebos, fences, cooler bags, trays of all kinds of food, barbecues, generators, refrigerators, music boxes, stereos, light bulbs, are just some of the objects that can be observed to make your stay on the beach as comfortable as possible. And how can we forget the inevitable muluni d’acqua (watermelon) buried on the shoreline to keep cool under the scorching African sun. These customs, while transgressing every form of regulation and legality, represent the testimony of a millenary tradition, of a rituality of uses and customs that risks disappearing with the privatization of the beaches and the strict measures of local administrations. They represent the last traces of a democracy of fun, conviviality and joviality that we inherit from our ancestors.

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